Cuoredipizza desidera condividere con i suoi ventitrè lettori
gli spunti dui riflessione che ha appena ricevutto dalla newsletter de «Il Timone».
UNA BUSSOLA PER LE ELEZIONI
SOLO TRE PRINCIPI. NON NEGOZIABILI
Care lettrici, cari lettori,
il Timone è un giornale con diecimila abbonati e quindicimila copie di tiratura mensile. Noi che contribuiamo a farlo tutti i mesi siamo però molto devoti del mistero dell'Incarnazione, che fonda la nostra fede nel Salvatore degli uomini e del mondo. Dunque, siamo attenti alle cose terrene perché convinti che il mondo sia la strada che porta al Cielo, il luogo e il tempo in cui provare la nostra fedeltà.
Adesso in Italia è tempo di campagna elettorale in vista delle elezioni politiche che si terranno il 13 e 14 aprile. Come sempre accade in queste circostanze, molti ci chiederanno suggerimenti e noi stessi ci chiediamo quale sia il modo migliore di contribuire al bene comune del Paese in cui viviamo. Presumiamo che la stessa cosa capiterà a ciascuno di voi.
La Chiesa cattolica ha sempre guardato con attenzione a questi momenti di grande importanza per il futuro dell'Italia. Sessant' anni fa, il 18 aprile 1948, scese in campo con determinazione, senza alcuna incertezza, per indicare agli italiani il dovere di opporsi con il voto al pericolo socialcomunista.
Oggi crediamo che l'insegnamento della Chiesa si esprima con altrettanta chiarezza, anche se con modalità diverse, per indicare agli italiani non per chi votare, ma per che cosa, per quali principi.
Il documento al quale facciamo riferimento rimane la Nota dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede su alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, del 24 novembre 2002, firmato dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della congregazione, oggi papa Benedetto XVI.
In tale Nota si invitano i fedeli a prendere ogni decisione politica tenendo presenti quei «principi non negoziabili» che il Papa ha ricordato anni dopo, il 30 marzo 2006, incontrando partecipanti a un convegno promosso dal Partito popolare europeo.
Essi sono principi precisi e hanno un ordine gerarchico altrettanto preciso, anche se naturalmente non esauriscono il bene comune di una nazione:
1. «Tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale»
2. «Riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, quale unione fra un uomo e una donna basata sul matrimonio, e sua difesa dai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale»
3. «Tutela del diritto dei genitori di educare i propri figli» (Benedetto XVI, 30 marzo 2006).
«Questi principi non sono verità di fede anche se ricevono ulteriore luce e conferma dalla fede - aggiunge il Santo Padre - Essi sono iscritti nella natura umana stessa e quindi sono comuni a tutta l'umanità».
Noi li offriamo alla vostra meditazione così come si leggono dal testo del Papa, come criterio della scelta per le prossime elezioni. Non vi suggeriamo chi votare ma per che cosa votare, cioè vi invitiamo a confrontare i programmi e le parole di chi chiederà il vostro voto con questi semplici e precisi "principi non negoziabili". E vi invitiamo a farli leggere così come sono a chi, anche a voi, chiederà un consiglio, una indicazione, un suggerimento.
Probabilmente questo discorso non convincerà alcuni cattolici che si ritengono "adulti", sacerdoti o laici, e dunque superiori all'insegnamento della Chiesa; portate pazienza, ma non lasciatevi ingannare.
Ciao a tutti.

Chi dice che l'inglese è facile... legga questo a voce alta....
Ci sono Tre Moduli.
1 - Modulo principianti:
Tre Streghe guardano tre orologi Swatch. Quale strega guarda quale Orologio Swatch?
In inglese:
Three witches watch three Swatch watches. Which Witch watch which Swatch Watch?
2 - Modulo avanzato:
Tre streghe "trans" guardano i cinturini di tre orologi Swatch. Quale strega trans guarda i cinturini di quale orologio Swatch?
In inglese:
Three switched Witches watch three Swatch watch switches. Which switched Witch watch Which Swatch watch switch?
3 - Modulo per masters:
Tre Streghe svedesi trans guardano i cinturini di tre orologi "Swatch" svizzeri. Quale strega svedese trans guarda quale cinturino di quale orologio "Swatch" svizzero?
In inglese:
Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch switches.
Which Swedish switched witch watch which Swiss Swatch watch switch?
..... fan***o, meglio il piemontese !!!!!
Peperoncino a scuola, nelle ore di educazione musicale, sta imaprando a suonare la chitarra.
Ieri sera ci ha cantato una canzone degli 883 - «Io ci sarò» - che a me è sempre piaciuta molto; ma ascoltarla dalla sua vocina mi ha commossa ancora di più.
Ero seduta accanto a Maritone: vicini vicini sul divano, ma anche carichi di tanti anni difficili alle spalle.
Ad un certo punto mi sono venuti giù due lacrimoni grossi così. E dire che non sono una dal pianto facile.
«Mamma, ti è piaciuta così questa canzone? Perché ti ha commossa tanto?»
«Perché è vera. Non mi commuovono le cose strappalacrime; mi commuovono le cose vere»
Non so se Peperoncino ha capito, ma si è tuffato sul divano ed è venuto ad accoccolarsi in mezzo a noi.
Io non ti prometto
qualcosa che non ho
quello che non sono
non posso esserlo
anche se so che c'è chi dice
per quieto vivere
bisogna sempre fingere.
Non posso giurare
che ogni giorno sarò
bello, eccezionale, allegro,
sensibile, fantastico
ci saranno dei giorni grigi
ma passeranno sai
spero che tu mi capirai.
Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò
So che nelle fiabe
succede sempre che
su un cavallo bianco
arriva un principe
e porta la bella al castello
si sposano e sarà
amore per l'eternità.
Solo che la vita
non è proprio così
a volte è complicata come una
lunga corsa a ostacoli
dove non ti puoi ritirare
soltanto correre
con chi ti ama accanto a te.
Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò.
Giuro ti prometto
che io mi impegnerò
io farò di tutto però
se il mondo col suo delirio
riuscirà ad entrare e far danni
ti prego dimmi che
combatterai insieme a me
Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò.
Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò.
Avvenire - Editoriale
di Marina Corradi



In un tempo che accetta e esalta ogni più ampia declinazione della libertà individuale, ogni genere di legame, ogni facoltà di recedere quando si voglia dalla scelta fatta, c’è una figura che viene rappresentata spesso come incomprensibile, e anacronistica, quasi assurda, un resto del passato che dovrà cedere agli urti della modernità impellente.
Questa figura è il sacerdote. Il cardine della Chiesa, l’uomo che attraverso la sua faccia la rende visibile e presente in ogni parrocchia di paese, prossimo a tutti, nemico a nessuno. Ma i preti non godono oggi di una buona 'immagine'. Quando se ne parla, è facilmente per raccontarne colpe presunte, oppure vere, ma con un accanimento strano, come godendo dello scandalo dato da chi 'predica bene'. E quasi mai dicendo di quanto questi uomini danno ogni giorno, di bene e di coraggio. Quasi un’intolleranza maturata verso una figura non compatibile con gli imperativi dominanti: successo, individualismo, istintività [...]
...Il prete è uno che al successo, alla riuscita, a un appagamento affettivo preferisce altro. Che sceglie di mettersi totalmente al servizio di Cristo, e quindi degli altri. Come indicando che c’è qualcosa di più grande di tutti i nostri comuni e pure giusti obiettivi. ('Io, volevo tutto', ci ha detto pacatamente un giovane missionario in partenza per un paese lontano).
Già una domanda così grande, in tempi di modesti desideri, spaventa. E poi, la rinuncia alla sessualità, così scandalosa in tempi in cui il possesso fisico si pone come l’orizzonte di ogni rapporto, e verginità è parola considerata ridicola. E, ancora, quell’altra parola, 'vocazione', al centro della vita – vocazione, a intendere che qualcuno ti chiama, e che ha un disegno su di te: lo scandalo della domanda di Dio sulla tua vita.
Eppure, in mille storie di cui i giornali non parleranno mai, quanti uomini affaticati e contenti, uomini cui la gente vuole bene e è grata. Grata perché ci sono, pur comprendendo magari solo confusamente la ragione di quella apparente solitudine, di quel restare fedeli a parole antiche che oggi in pochi amano ascoltare. Grati del tempo dato a figli cui i genitori faticano a parlare; di una parola di misericordia, in un mondo in cui ci si giudica e non ci si perdona. Di una speranza più grande delle ansie quotidiane. Come quel vecchio sacerdote ottantenne in un paese di montagna fuori dal mondo, che ci disse: «Sa, se fossi chiamato questa notte, non ho paura, io sono contento». E che guardammo con silenziosa meraviglia. Quello star dritti, lieti davanti a ciò che a quasi tutti fa paura – certi di un altro destino. Strani uomini, ci siamo detti quel giorno e molte volte ancora. Strani uomini, in mezzo a noi testimoni.
Ci pensavo proprio questa mattina, guardando le solite montagne innevate all'orizzonte, poco oltre la tangenziale: Dio mi ha dato molto.
Ho alcune croci, parecchi grattacapi, ma anche grandi gioie, preziosi affetti, tante cose buone e belle intorno a me.
Dio mi ha dato molto, mi ha dato tutto. Ma questo "tutto" non è grande come il mio cuore (di pizza), non riuscirà mai a colmare il suo desiderio di felicità.
E il mio cuore (di pizza) sa di non doversi "accontentare"...

Oggi è la memoria della Beata Vergine di Lourdes; e quest'anno la festa è "doppia", perché ricorre il 150° anniversario delle apparizioni: siamo in pieno «Giubileo di Lourdes».
Voglio dedicare a tutti gli ammalati, e alle persone che li assistono condividendo la loro pesante croce, una piccola preghiera: con tutto il cuore (di pizza), e con un reverenziale rispetto verso il Mistero di Sofferenza che essi vivono.
Si avvicina la Quaresima.
Signore, donami un cuore (di pizza) nuovo, ma non permettermi di sforzarmi come se tutto dipendesse da me.
«...La conversione è passare dal puntare l’occhio su di sé al puntare l’occhio su Cristo. Tutto il significato della storia è in questa conversione: guardare Lui, guardare Lui che sta venendo, che sta manifestandosi, invece che se stessi.
La conversione non è la quantità di coerenza. È spazzato via ogni concetto moralistico ed è messa a nudo la radice della moralità, che non è altro che essere protesi a Cristo, a Colui che ci viene incontro, e non guardare a se stessi...»
[L. Giussani - «Persuasi dal Redentore» dal libretto del cd Rosas das rosas della collana “Spirto Gentil”»]
(So che quest'immagine non c'entra niente con il testo, ma sono appena tornata da tre giorni sulla neve, ed ho ancora gli occhi pieni di Bellezza...)