Cuoredipizza

La vita è saporita... ad Jesum per Mariam!
martedì, 26 febbraio 2008

Solo tre princìpi. Non negoziabili.

Cuoredipizza desidera condividere con i suoi ventitrè lettori  gli spunti dui riflessione che ha appena ricevutto dalla newsletter de «Il Timone».

UNA BUSSOLA PER LE ELEZIONI

SOLO TRE PRINCIPI. NON NEGOZIABILI  

Care lettrici, cari lettori,

il Timone è un giornale con diecimila abbonati e quindicimila copie di tiratura mensile. Noi che contribuiamo a farlo tutti i mesi siamo però molto devoti del mistero dell'Incarnazione, che fonda la nostra fede nel Salvatore degli uomini e del mondo. Dunque, siamo attenti alle cose terrene perché convinti che il mondo sia la strada che porta al Cielo, il luogo e il tempo in cui provare la nostra fedeltà.

Adesso in Italia è tempo di campagna elettorale in vista delle elezioni politiche che si terranno il 13 e 14 aprile. Come sempre accade in queste circostanze, molti ci chiederanno suggerimenti e noi stessi ci chiediamo quale sia il modo migliore di contribuire al bene comune del Paese in cui viviamo. Presumiamo che la stessa cosa capiterà a ciascuno di voi.
La Chiesa cattolica ha sempre guardato con attenzione a questi momenti di grande importanza per il futuro dell'Italia. Sessant' anni fa, il 18 aprile 1948, scese in campo con determinazione, senza alcuna incertezza, per indicare agli italiani il dovere di opporsi con il voto al pericolo socialcomunista.

Oggi crediamo che l'insegnamento della Chiesa si esprima con altrettanta chiarezza, anche se con modalità diverse, per indicare agli italiani non per chi votare, ma per che cosa, per quali principi.
Il documento al quale facciamo riferimento rimane la Nota dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede su alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, del 24 novembre 2002, firmato dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della congregazione, oggi papa Benedetto XVI.

In tale Nota si invitano i fedeli a prendere ogni decisione politica tenendo presenti quei «principi non negoziabili» che il Papa ha ricordato anni dopo, il 30 marzo 2006, incontrando partecipanti a un convegno promosso dal Partito popolare europeo.

Essi sono principi precisi e hanno un ordine gerarchico altrettanto preciso, anche se naturalmente non esauriscono il bene comune di una nazione:

1. «Tutela della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del concepimento fino alla morte naturale»

2. «Riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, quale unione fra un uomo e una donna basata sul matrimonio, e sua difesa dai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale»

3. «Tutela del diritto dei genitori di educare i propri figli» (Benedetto XVI, 30 marzo 2006).

«Questi principi non sono verità di fede anche se ricevono ulteriore luce e conferma dalla fede - aggiunge il Santo Padre - Essi sono iscritti nella natura umana stessa e quindi sono comuni a tutta l'umanità».

Noi li offriamo alla vostra meditazione così come si leggono dal testo del Papa, come criterio della scelta per le prossime elezioni. Non vi suggeriamo chi votare ma per che cosa votare, cioè vi invitiamo a confrontare i programmi e le parole di chi chiederà il vostro voto con questi semplici e precisi "principi non negoziabili". E vi invitiamo a farli leggere così come sono a chi, anche a voi, chiederà un consiglio, una indicazione, un suggerimento.

Probabilmente questo discorso non convincerà alcuni cattolici che si ritengono "adulti", sacerdoti o laici, e dunque superiori all'insegnamento della Chiesa; portate pazienza, ma non lasciatevi ingannare.

Ciao a tutti.

postato da: Cuoredipizza alle ore 17:23 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: vita civile
venerdì, 22 febbraio 2008

Du iù spik Inglisc?

Ho ricevuto da un collega una e-mail spassosissima, di quelle che non sai dove siano nate, ma girano in rete per settimane.
Non sarà il massimo della finezza, ma vi confesso che ho riso come una scema per cinque minuti.
Condivido con chi ama l'inglese, con chi ha appena iniziato a studiarlo, e con chi ha qualche difficoltà di apprendimento...
__________

Chi dice che l'inglese è facile... legga questo a voce alta....

 

Ci sono Tre Moduli.

 

1 - Modulo principianti:

 

Tre Streghe guardano tre orologi Swatch. Quale strega guarda quale Orologio Swatch?

 

In inglese:

 

Three witches watch three Swatch watches. Which Witch watch which Swatch Watch?

 

2 - Modulo avanzato:

 

Tre streghe "trans" guardano i cinturini di tre orologi Swatch. Quale strega trans guarda i cinturini di quale orologio Swatch?

 

In inglese:

 

Three switched Witches watch three Swatch watch switches. Which switched Witch watch Which Swatch watch switch?

 

3 - Modulo per masters:

 

Tre Streghe svedesi trans guardano i cinturini di tre orologi "Swatch" svizzeri. Quale strega svedese trans guarda quale cinturino di quale orologio "Swatch" svizzero?

 

In inglese:

 

Three Swedish switched witches watch three Swiss Swatch watch switches.

Which Swedish switched witch watch which Swiss Swatch watch switch?

 

..... fan***o, meglio il piemontese !!!!!

postato da: Cuoredipizza alle ore 17:26 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: vita saporita
domenica, 17 febbraio 2008

Io ci sarò

Peperoncino a scuola, nelle ore di educazione musicale,  sta imaprando a suonare la chitarra.
Ieri sera ci ha cantato una canzone degli 883 - «Io ci sarò» - che a me è sempre piaciuta molto; ma ascoltarla dalla sua vocina mi ha commossa ancora di più.

Ero seduta accanto a Maritone: vicini vicini sul divano, ma anche carichi di tanti anni difficili alle spalle.

Ad un certo punto mi sono venuti giù due lacrimoni grossi così.  E dire che non sono una dal pianto facile.

«Mamma, ti è piaciuta così questa canzone? Perché ti ha commossa tanto?»
«Perché è vera. Non mi commuovono le cose strappalacrime; mi commuovono le cose vere»

Non so se Peperoncino ha capito, ma si è tuffato sul divano ed è venuto ad accoccolarsi in mezzo a noi.

Io non ti prometto
qualcosa che non ho
quello che non sono
non posso esserlo
anche se so che c'è chi dice
per quieto vivere
bisogna sempre fingere.

Non posso giurare
che ogni giorno sarò
bello, eccezionale, allegro,
sensibile, fantastico
ci saranno dei giorni grigi
ma passeranno sai
spero che tu mi capirai.

Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò

So che nelle fiabe
succede sempre che
su un cavallo bianco
arriva un principe
e porta la bella al castello
si sposano e sarà
amore per l'eternità.

Solo che la vita
non è proprio così
a volte è complicata come una
lunga corsa a ostacoli
dove non ti puoi ritirare
soltanto correre
con chi ti ama accanto a te.

Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò.

Giuro ti prometto
che io mi impegnerò
io farò di tutto però
se il mondo col suo delirio
riuscirà ad entrare e far danni
ti prego dimmi che
combatterai insieme a me

Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò.

Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò.

postato da: Cuoredipizza alle ore 09:55 | link | commenti (18) | commenti (18)
categorie: vita vissuta, vita quotidiana, vita in famiglia, vita saporita
mercoledì, 13 febbraio 2008

Al prete noi vogliamo bene

Avvenire - Editoriale di oggi, 13 febbraio 2008.

 TALORA BISOGNA DIRLO: AL PRETE NOI VOGLIAMO BENE 

 

di Marina Corradi

In un tempo che accetta e esalta o­gni più ampia declinazione della li­bertà individuale, ogni genere di le­game, ogni facoltà di recedere quan­do si voglia dalla scelta fatta, c’è una figura che viene rappresentata spesso come incomprensibile, e anacronisti­ca, quasi assurda, un resto del passa­to che dovrà cedere agli urti della mo­dernità impellente.

Questa figura è il sacerdote. Il cardine della Chiesa, l’uo­mo che attraverso la sua faccia la ren­de visibile e presente in ogni parroc­chia di paese, prossimo a tutti, nemi­co a nessuno. Ma i preti non godono oggi di una buona 'immagine'. Quan­do se ne parla, è facilmente per rac­contarne colpe presunte, oppure ve­re, ma con un accanimento strano, co­me godendo dello scandalo dato da chi 'predica bene'. E quasi mai di­cendo di quanto questi uomini dan­no ogni giorno, di bene e di coraggio. Quasi un’intolleranza maturata verso una figura non compatibile con gli im­perativi dominanti: successo, indivi­dualismo, istintività  [...]

...Il prete è uno che al successo, alla riu­scita, a un appagamento affettivo pre­ferisce altro. Che sceglie di mettersi totalmente al servizio di Cristo, e quin­di degli altri. Come indicando che c’è qualcosa di più grande di tutti i nostri comuni e pure giusti obiettivi. ('Io, vo­levo tutto', ci ha detto pacatamente un giovane missionario in partenza per un paese lontano).

Già una domanda così grande, in tem­pi di modesti desideri, spaventa. E poi, la rinuncia alla sessualità, così scan­dalosa in tempi in cui il possesso fisi­co si pone come l’orizzonte di ogni rapporto, e verginità è parola consi­derata ridicola. E, ancora, quell’altra parola, 'vocazione', al centro della vi­ta – vocazione, a intendere che qual­cuno ti chiama, e che ha un disegno su di te: lo scandalo della domanda di Dio sulla tua vita.

Eppure, in mille storie di cui i giorna­li non parleranno mai, quanti uomini affaticati e contenti, uomini cui la gen­te vuole bene e è grata. Grata perché ci sono, pur comprendendo magari solo confusamente la ragione di quel­la apparente solitudine, di quel resta­re fedeli a parole antiche che oggi in pochi amano ascoltare. Grati del tem­po dato a figli cui i genitori faticano a parlare; di una parola di misericordia, in un mondo in cui ci si giudica e non ci si perdona. Di una speranza più grande delle ansie quotidiane. Come quel vecchio sacerdote ottantenne in un paese di montagna fuori dal mon­do, che ci disse: «Sa, se fossi chiama­to questa notte, non ho paura, io so­no contento». E che guardammo con silenziosa meraviglia. Quello star drit­ti, lieti davanti a ciò che a quasi tutti fa paura – certi di un altro destino. Strani uomini, ci siamo detti quel gior­no e molte volte ancora. Strani uomi­ni, in mezzo a noi testimoni.

 

postato da: Cuoredipizza alle ore 15:43 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: vita vissuta, vita saporita, vita di fede, vita ecclesiale
lunedì, 11 febbraio 2008

Pensierini in libertà

Ci pensavo proprio questa mattina, guardando le solite montagne innevate all'orizzonte, poco oltre la tangenziale: Dio mi ha dato molto.
Ho alcune croci, parecchi grattacapi, ma anche grandi gioie, preziosi affetti, tante cose buone e belle intorno a me.
Dio mi ha dato molto, mi ha dato tutto. Ma questo "tutto" non è grande come il mio cuore (di pizza), non riuscirà mai a colmare il suo desiderio di felicità.
E il mio cuore (di pizza) sa di non doversi "accontentare"...

Oggi è la memoria della Beata Vergine di Lourdes; e quest'anno la festa è "doppia", perché ricorre il 150° anniversario delle apparizioni: siamo in pieno «Giubileo di Lourdes».
Voglio dedicare a tutti gli ammalati, e alle persone che li assistono condividendo la loro pesante croce, una piccola preghiera: con tutto il cuore (di pizza), e con un reverenziale rispetto verso il Mistero di Sofferenza che essi vivono.

postato da: Cuoredipizza alle ore 10:27 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: vita quotidiana, vita saporita, vita di fede
venerdì, 08 febbraio 2008

Oggi no...

postato da: Cuoredipizza alle ore 16:50 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie:
lunedì, 04 febbraio 2008

Dove puntare lo sguardo

Si avvicina la Quaresima. 

Signore, donami un cuore (di pizza) nuovo, ma non permettermi di sforzarmi come se tutto dipendesse da me.

«...La conversione è passare dal puntare l’occhio su di sé al puntare l’occhio su Cristo. Tutto il significato della storia è in questa conversione: guardare Lui, guardare Lui che sta venendo, che sta manifestandosi, invece che se stessi.
La conversione non è la quantità di coerenza. È spazzato via ogni concetto moralistico ed è messa a nudo la radice della moralità, che non è altro che essere protesi a Cristo, a Colui che ci viene incontro, e non guardare a se stessi...»

[L. Giussani - «Persuasi dal Redentore» dal libretto del cd Rosas das rosas della collana “Spirto Gentil”»]

(So che quest'immagine non c'entra niente con il testo, ma sono appena tornata da tre giorni sulla neve, ed ho ancora gli occhi pieni di Bellezza...)

postato da: Cuoredipizza alle ore 16:31 | link | commenti (12) | commenti (12)
categorie: vita quotidiana, vita saporita, vita di fede
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Chi sono:

Blogger: Cuoredipizza
Nome: Cuoredipizza
Amo leggere e ascoltare, vagliare e ritenere, curiosare e conservare. La realtà è una miniera inesauribile di stimoli: ogni tanto ne scelgo una manciata, e li cucino con fantasia. Poi li gusto, anche a distanza di tempo. La vita è saporita.

Tempo di Natale

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