Cuoredipizza

La vita è saporita... ad Jesum per Mariam!
martedì, 28 febbraio 2006

Dio non fa differenza tra l'embrione e l'uomo

Ieri il Papa, nel ricevere in udienza i partecipanti alla XII Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita, ha spiegato che l’amore di Dio per tutti gli uomini e le donne non dipende dalla loro età, e che per questa ragione la Chiesa difende il carattere inviolabile della vita sin dal suo concepimento.

L'amore di Dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre, e il bambino, o il giovane, o l'uomo maturo o l'anziano. Non fa differenza perché in ognuno di essi vede l'impronta della propria immagine e somiglianza...

Questo amore sconfinato e quasi incomprensibile di Dio per l'uomo  rivela fino a che punto la persona umana sia degna di essere amata in se stessa, indipendentemente da qualsiasi altra considerazione - intelligenza, bellezza, salute, giovinezza, integrità e così via...

All'uomo, infatti, è donata un'altissima dignità, che ha le sue radici nell'intimo legame che lo unisce al suo Creatore: nell'uomo, in ogni uomo, in qualunque stadio o condizione della sua vita, risplende un riflesso della stessa realtà di Dio...

Per questo il Magistero della Chiesa ha costantemente proclamato il carattere sacro e inviolabile di ogni vita umana, dal suo concepimento sino alla sua fine naturale...

Questo giudizio morale vale già agli inizi della vita di un embrione, prima ancora che si sia impiantato nel seno materno, che lo custodirà e nutrirà per nove mesi fino al momento della nascita.

Il Papa ha poi invitato gli scienziati ed esperti presenti all’incontro a coltivare un sentimento di “meraviglia” e di “profondo rispetto” di fronte al mistero dell’origine della vita umana:  "mistero il cui significato la scienza sarà in grado di illuminare sempre di più, anche se difficilmente riuscirà a decifrarlo del tutto”.

Nell'immagine: un embrione umano a sette settimane di vita

postato da: Cuoredipizza alle ore 09:11 | link | commenti | commenti
categorie: vita nascente
lunedì, 27 febbraio 2006

Carnevale

È carnevale.

Ieri sono stata alla sfilata dei carri nella cittadina in cui abito.  Peperoncino e Sorrisone erano vestiti da leoni, al seguito del carro della loro scuola che aveva a tema le avventure di "Madagascar".

L'atmosfera chiassosa e coloratissima del Carnevale non mi ha mai affascinata molto, ma con gli anni il mio sguardo si è fatto più indulgente, e più ilare.

In fondo, se pensiamo alle origini storiche, il Carnevale assume una sua dignità, e diventa persino una faccenda interessante.

Le radici più remote si rifanno probabilmente ai riti pagani dei Saturnalia, ma la nascita del Carnevale è titpicamente medioevale.
Il termine fa riferimento alla privazione della carne (deriva il suo nome dal Latino "carnem levare"), e da sempre indica i giorni che precedono il principale periodo di penitenza del cristianesimo: la Quaresima.

Ebbene: pensare a queste origini ha il potere di rendere più simpatica tutta questa macedonia di trombette, stelle filanti, dolcini ipercalorici, coriandoli, maschere e scherzetti.
Il carnevale è, di per sé, una cosa buona. Sta a noi non trasformarlo in una...carnevalata!

Carnevale 2006 in Umbria

 

 

postato da: Cuoredipizza alle ore 09:08 | link | commenti | commenti
categorie: vita saporita
martedì, 21 febbraio 2006

Chi è Cuoredipizza?

Carissimi amici,
Si moltiplicano – nei messaggi privati e nei commenti - le domande sull'identità di Cuoredipizza.

L'idea iniziale era quella di non lasciar trapelare nulla, perché in fondo Cuoredipizza non esiste: è solo un personaggio, nato dalla fantasia di una persona vera che, nel giugno dello scorso anno, voleva giocare un po'.

Quella persona era incuriosita dal mondo dei blog, che tanti suoi amici frequentavano.  Non riusciva proprio a capire che cosa ci fosse di così interessante nella blogosfera; e siccome nella vita non si può veramente capire ciò che non si ha l'occasione di sperimentare, decise di creare un "tentativo di blog".

Subito Cuoredipizza divenne una simpatica opportunità per giocare con le parole, con le immagini, con i colori.
Ben presto, poi, si rivelò una preziosa fonte di contatti e di scambi con persone bellissime: quanti incontri in questi mesi!
Quello che era iniziato come un gioco, divenne un momento prezioso per conoscere (ancorché virtualmente) persone, pensieri e storie.  
E per parlare di Cristo, unitamente alla Madre Sua.
E per parlare con Cristo, perché gli incontri si fanno preghiera.

E allora: chi c'è "dietro" a Cuoredipizza?

Rispondo alla domanda più frequente: maschio o femmina?


In sé Cuoredipizza è neutro: Cuore è maschile, Pizza è femminile, l'insieme è un personaggio e tutto va bene.
Ma la persona che dà vita al personaggio è una giovane donna.

Costei vive intensamente, e ha sete di tutto: di esperienze, di incontri, di bellezza, di cose buone... e, in primis, di Infinito. Ha sete di Dio.

Nella sua vita ci sono  molte persone speciali.

C'è un omaccione capace di generosità eroiche, arrabbiature pirotecniche, profondità vertiginose, mangiate stroboscopiche.
Ci sono due mocciosi – Peperoncino e Sorrisone – che non danno tregua, e rendono la vita ancora più saporita: stracolma di responsabilità, di risate e di preghiera.
Ci sono tanti amici irrinunciabili con cui è bello condividere il gusto e il peso della vita.
Ci sono i compagni di cammino, nel cuore di una comunità cristiana che aiuta a crescere, a servire e a non perdere di vista il Centro di tutto.
Ci sono  i colleghi di lavoro, con cui condividere sfide professionalmente impegnative e umanamente stimolanti.

Insomma: la vita è saporita...
ad Jesum per Mariam!

postato da: Cuoredipizza alle ore 09:46 | link | commenti (13) | commenti (13)
categorie: vita saporita
giovedì, 16 febbraio 2006

Bravissimi!

Pattinaggio (AFP)

postato da: Cuoredipizza alle ore 08:11 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: vita saporita
mercoledì, 15 febbraio 2006

Quel bimbo lontano, e tanto caro...

Chi vive l'esperienza sel "sostegno a distanza" sa quanto bene fa.
Non solo al ragazzo che viene aiutato, ma anche a chi offre il suo piccolo contributo.
Se poi chi offre è una famiglia con bambini, a maggior ragione questo gesto di carità diventa un importante momento educativo: i piccolo imparano a guardare concretamento oltre il loro orizzonte, e si affezionano a quel bimbo lontano, e tanto caro...

Per questo, oggi Cuoredipizza vorrebbe parlare delle "adozioni a distanza"; e per farlo prende a prestito parole e immagini dal sito di Avsi.

Che cos'è?

Il sostegno a distanza è una forma di solidarietà che consiste in un contributo economico stabile e continuativo destinato ad un “beneficiario” ben identificato, un certo bambino o ragazzo che in qualche Paese del mondo ha bisogno di cibo, medicine, scuola; nato in una famiglia da aiutare o che magari una famiglia non l’ha mai avuta.

Senza strapparlo alla sua terra, rispettando la sua cultura e anzitutto salvaguardando la sua dignità di persona umana, con il sostegno a distanza si può fare molto per lui. Si tratta di una scelta semplice, ma seria, perché lo spirito del sostegno a distanza presuppone l’intenzione di mantenere il proprio impegno almeno per qualche anno.

A che cosa serve?

...La qualità dell’intervento è data principalmente dalla responsabilità di chi opera sul posto, individua i bisogni e gestisce gli aiuti. Un sostegno affinché il bambino possa frequentare un centro di accoglienza in cui gli vengano forniti pasti, possa beneficiare di cure igieniche e mediche, attività didattiche e ricreative, può essere più efficace di un sostegno consegnato alla famiglia, se questa si trova in condizioni problematiche o se non si è in grado di verificarne l’effettiva destinazione.

...Generalmente non viene consegnato denaro direttamente ai bambini, alle loro famiglie o alle persone che li hanno in affidamento, ma piuttosto vengono forniti beni e servizi a favore del bambino, e in alcuni casi in parte anche alla famiglia.

...Il sostegno a distanza non è un’attività assistenziale, ma un progetto di sviluppo, e questo significa che deve contribuire a responsabilizzare la famiglia e la comunità. Dare un aiuto per un periodo di tempo, più o meno lungo, dà la possibilità al bambino e a coloro che se ne occupano di raggiungere una propria autonomia. Sarà quindi l’operatore locale a valutare quando il bambino e la sua famiglia avranno raggiunto un miglioramento significativo grazie all’aiuto ricevuto. Un sostegno che termina perché non più necessario è il nostro maggior successo.

Come funziona?

Al momento dell’adesione il sostenitore riceve la documentazione iniziale sul bambino e sull’ambiente in cui vive. Il bambino sostenuto ha cioè da subito un volto e un nome preciso. In qualche modo, possiamo dire che avviene un incontro.

...Le persone che sul posto si occupano di lui, si impegnano a far pervenire due volte all’anno notizie che lo riguardano: una letterina, un disegno, un aggiornamento sul suo andamento scolastico o sulla sua situazione familiare.

Concludendo...

"Non serve regalare dei pesci quanto insegnare a pescare", dice un noto adagio. Il primo bisogno dell’uomo, soprattutto se povero o sfortunato, è la coscienza di sé. A questo si contribuisce con l’educazione, senza la quale nulla ha durata, nemmeno l’aiuto più generoso.

...Il sostegno a distanza, insieme agli aiuti materiali, presuppone la presenza di adulti che accompagnano il bambino in un percorso educativo di crescita e sviluppo. L’assistenzialismo, infatti, non crea personalità adulte: alimenta la dipendenza, non sollecita la persona allo sviluppo di una capacità autonoma di risposte poiché implicitamente rimanda il cambiamento ad un futuro condizionato dal cambiamento delle circostanze esterne. L’educazione, invece, si gioca nel presente ed è sempre possibile.

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Per informazioni o adesioni:
AVSI Sostegno a distanza
Tel. 0547.360.811 - Fax 0547.611.290
Internet: www.avsi.org
Mail: sostegno.distanza@avsi.org

postato da: Cuoredipizza alle ore 10:40 | link | commenti | commenti
categorie: vita civile, vita saporita
mercoledì, 08 febbraio 2006

Su don Andrea Santoro

Ho letto su Asianews un'intensa testimonianza su don Andrea Santoro; l'ha scritta Maria Grazia Zambon, missionaria in Anatolia.
È di una profondità impressionante.  Eccone alcuni passaggi:

Durante il nostro ritiro mensile si parlava della croce e lui non esitava a dire:
"Spesso mi chiedo perché sono qui e allora mi viene in mente la frase di Giovanni Battista: 'E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi'. Sono qui per abitare in mezzo a questa gente e permettere a Gesù di farlo prestandogli la mia carne. In Medio Oriente Satana si accanisce per distruggere, con la memoria delle origini, la fedeltà ad esse. Il Medio Oriente deve essere riabitato come fu abitato ieri da Gesù: con lunghi silenzi, con umiltà e semplicità di vita, con opere di fede, con miracoli di carità, con la limpidezza inerme della testimonianza, con il dono consapevole della vita".

Poi fece una lunga pausa. Si tolse gli occhiali a mezza luna tenuti sulla punta del naso, lasciandoli penzolare al collo e con ancor più serietà e pacatezza continuò parlando quasi tra sé:
"Mi convinco alla fine che non si hanno due vie: c'è solo quella che porta alla luce passando per il buio, che porta alla vita facendo assaporare l'amaro della morte. Si diventa capaci di salvezza solo offrendo la propria carne. Il male del mondo va portato e il dolore va condiviso, assorbendolo nella propria carne fino in fondo come ha fatto Gesù".

Scese il silenzio nella sala.

Don Antonio Santoro, prete ucciso in Turchia

 

 

postato da: Cuoredipizza alle ore 09:06 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: vita di fede, vita eterna, vita dura
mercoledì, 01 febbraio 2006

La vita è saporita...

Cari amici,
In questo periodo il mio piccolo blog non è aggiornato con frequenza, perché la persona che si cela dietro al mio "personaggio" è molto impegnata su diversi fronti e mi trascura parecchio.

Sono decisamente in collera con lei, ma non posso farci nulla: io sono solo un povero Cuore di Pizza, e devo accontentarmi di vivere con i suoi ritagli di tempo. 

Però ogni tanto mi connetto e navigo nella blogosfera, andando a trovare gli amici che da mesi mi fanno compagnia su questi schermi.  Insomma: scrivo poco, ma vi leggo con piacere!

La vita è saporita...
ad Jesum per Mariam!

postato da: Cuoredipizza alle ore 13:25 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: vita saporita
mercoledì, 01 febbraio 2006

Sindone: una devozione plurisecolare

Copioincollo da Pgrexnews. 


 

 «Quest'anno la Sindone raggiunge un traguardo particolare - ricorda un articolo di E. Marinelli su Il Timone di gennaio - 500 anni di culto pubblico. Fu infatti nel 1506 che papa Giulio II approvò i testi dell'Ufficio e della Messa in onore della preziosa Reliquia, all'epoca di proprietà della famiglia Savoia da più di cinquant'anni».

La sacra sindoneL'articolo riporta il testo di Gulio II, in cui si ritiene cosa «degna e doverosa» venerare «la S. Sindone sulla quale sono chiaramente visibili le impronte di quella Umanità di Cristo che la Divinità aveva assunto, cioè del Suo vero sangue».

Fra i luoghi comuni che circolano abitualmente sull'argomento, vi è quello secondo cui la Chiesa non avrebbe mai preso posizione a favore della Sindone.
In realtà, però, i papi che si sono succeduti nell'ultimo mezzo millennio hanno sempre mostrato grande interesse per la Sindone.

L'articolo "sfata" in modo attento e documentato alcuni "miti", come quello secondo cui certi papi (Clemente VII, Leone XIII, Pio XI) sarebbero stati perplessi sull'autenticità della reliquia.

L'articolo ricorda inoltre il «cavallo di battaglia degli oppositori», ovvero la datazione radiocarbonica del lenzuolo effettuata nel 1988.
L'allora cardinale di Torino aveva dichiarato di "rimettere alla scienza la valutazione dei risultati"; e negli anni successivi la scienza ha risposto, negando l'attendibilità di quei rilievi. Ostensione '98 - Papa in preghiera

«Quel lenzuolo, ormai è innegabile, ha avvolto il cadavere di un uomo seviziato e ucciso proprio come i Vangeli ci descrivono. Chi può essere quel crocifisso, se non Cristo? Quale altro sventurato sarebbe stato sepolto in un lino così prezioso? Perché sarebbe stato conservato il sudario funebre di un qualsiasi ladrone, che doveva invece finire in una fossa comune?»

E infine, ecco un florilegio bellissimo delle parole che alla Sindone hanno riservato i papi dell'ultimo secolo.
Ne volete qualche assaggio?

«Io guardo quel Volto e tutte le volte che lo guardo il cuore mi dice: è Lui. È il Signore»
(Paolo VI)

«È una reliquia insolita e misteriosa... singolarissimo testimone della Pasqua, della Passione, della Morte e della Risurrezione. Testimone muto, ma nello stesso tempo sorprendentemente eloquente»
(Giovanni Paolo II)

«Colui che è la Bellezza stessa si è lasciato colpire in volto, sputare addosso, incoronare di spine. La Sacra Sindone di Torino può farci immaginare tutto questo in maniera toccante. Ma proprio in questo Volto così sfigurato appare l'autentica, estrema bellezza: la bellezza dell'amore che arriva sino alla fine e che, appunto in questo, si rivela più forte della menzogna e della violenza»
(Joseph Ratzinger)

La Sindone

 

 

 

postato da: Cuoredipizza alle ore 13:23 | link | commenti | commenti
categorie: vita di fede
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Chi sono:

Blogger: Cuoredipizza
Nome: Cuoredipizza
Amo leggere e ascoltare, vagliare e ritenere, curiosare e conservare. La realtà è una miniera inesauribile di stimoli: ogni tanto ne scelgo una manciata, e li cucino con fantasia. Poi li gusto, anche a distanza di tempo. La vita è saporita.

Tempo di Natale

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